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Crampi notturni, come gestirli

Crampi notturni, come gestirli

Chi soffre di crampi muscolari sa bene di cosa parliamo. Sono improvvise contrazioni involontarie dei muscoli che spesso si verificano dopo l’esercizio fisico oppure di notte. Possono durare da alcuni secondi a diversi minuti.

Nello specifico i crampi notturni colpiscono i muscoli del polpaccio, ma anche quelli dei piedi e delle cosce. L’intensità del dolore è tale che provocano il risveglio del soggetto. Questo li rende appunto molto fastidiosi, perché al dolore si aggiunge anche il fatto che non si può usufruire di un riposo continuo.

Le cause dei crampi notturni possono consistere in una disidratazione eccessiva o in una carenza di sali minerali, soprattutto potassio e magnesio, insufficiente apporto di sangue ai muscoli o malfunzionamento dei nervi.

L’insorgenza di crampi notturni è spesso riferita anche da donne in stato interessante, probabilmente a causa delle alterazioni della circolazione venosa oppure a degli squilibri nei livelli ematici dei sali minerali.

I rimedi per limitare i disagi possono essere vari. In inverno possono essere di aiuto bagni caldi con massaggi. L’attività fisica, poi, svolge un ruolo molto importante, aiutando a mantenere una buona funzionalità muscolare, soprattutto quando è accompagnata dagli esercizi di stretching.

Per un rimedio più mirato, però, quello che conta è individuare la vera causa scatenante.

In generale nei casi più frequenti, come già detto, si individua questo fenomeno nei soggetti che mostrano una forte carenza di magnesio e potassio. Il deficit di questi preziosi minerali può essere causato da disturbi gastrointestinali o può sorgere come effetto collaterale di una terapia farmacologica, ma anche da stress emotivo e da eccessivo affaticamento. Per questo motivo bisogna rivolgersi al medico e fare gli esami necessari per misurare i livelli.

Partendo dall’alimentazione è bene provvedere a portare avanti una dieta adeguata, ricca di nutrienti, come il calcio, il potassio, il magnesio, la vitamina A e la vitamina E. In questo senso possono rivelarsi utili alcuni cibi: succo di carota, zucca, melone, fegato, salmone, semi di girasole, frutta secca, patate, banane e pomodori. Sono da limitare il caffè e l'alcool, mentre si dovrebbe ampliare l'assunzione di acqua.

Per ottenere risultati maggiori, oltre all’alimentazione si può contribuire a colmare il deficit assumere degli integratori

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10/01/2020 Commenti: 0

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